Ali di rondine
Rinasco ... nel mio nido di paglia,
sempre intatto, sempre uguale
con batuffoli di cotone
e gomitoli di lana ...
Osservo, scruto ...
il verde lento delle fronde,
i secchi arbusti intorno ...
mentre tutto muove e tutto tace ...
Non più oprar, nè sentir voglio
il fresco odore di pervinca ...
l'acre sapore di rugiada ...
Stanco di volare ...
in cieli sconosciuti
senza stelle e senza nome …
in inverni di ghiaccio
senza semi di primavere ...
sopra tetti inospitali
dai contorni duri d'amaranto ...
Ora riposo ... ma mai ...
mai ... dirò addio
alle mie ali di rondine ...
Et odo immortale il canto
D’aquila possente tra i declivi
In su argentei ed irti monti
Desiar di mutua sorte aita …

Le Onde
Scrivo pagine già scritte di un diario senza nome,
leggo fogli mai vissuti e dal tempo già recisi
cerco spazio e geometria nel silenzio del difforme
stringo polvere in un pugno soffocandone il ricordo
varco limiti e confini rispettando chi v'è oltre ...
Spalla ricurva, ginocchia rapprese, mento sulle mani
mentre il Sole abbassa timido lo sguardo ...
e la sabbia avvolge pelle nuda nel torpore
mentre il cielo segna fiero il suo orizzonte ...
Distendo il corpo e guardo in alto
forse in cerca di qualcosa ...
mentre il vento rende libero il pensiero
mentre il mare abbraccia lieve le sue onde ...


Dentr'a un sogno
dagli spigoli vivi
dal cuore di cera
conobbi la fiamma
sospinsi il pensiero ...
con pennello di zucchero
dipinsi la tela,
arnia ambrata
dai colori del Sole ...
luce ambita
dalle gemme d'Oriente ...
Ora ricamo fili
d'un passato presente ...
intreccio la trama
d'una divina follia,
ordendo stoffe
intrise di pianto ...
Ascolto il tempo ...
TIC TAC ... tic tac
scolpisco il ricordo
con ritrovati silenzi
martello il pensiero
con chiodi di ghiaccio
TIC TAC ... tic tac
avvolgo i rintocchi
coi lamenti dell'anima
racchiudo la mente
in drappi di seta
TIC TAC ... tic tac
rincorro impaurito
le lance del tempo
anelando in segreto
il sogno d'amore
TIC ... tac ...
e intanto
la sabbia muore lenta
e il fato si consuma ...
t - c
i
a
t - c

Ed il silenzio
inizia a raccontarti
con soffici parole
scritte lassù ...
chissà in quale cielo
di bianco vestite
d'azzurro adornate
sull'ocra scolpite
Ed io lo ascolto
lontano ... vicino ...
chissà in quale mondo
Ti guardo, ti sento
allontano il ricordo
perchè sei qui
in ogni sole, ogni nuvola
ogni respiro del vento
in ogni goccia d'azzurro
in ogni lembo di terra ...

Potessi chiedere al tempo
più di mille tramonti
per gior con te ancora
andare al mare e vederti...
col tuo berrettino fiorato
con la tua canna in mano
lì sulla panchina paziente
ad aspettar un pesce all'amo
potessi chiedere al tempo
più di mille tramonti
per passeggiare mano nella mano
come ai vecchi tempi, ricordi...
Lucia è lì che piange
la sto sentendo, in silenzio
non vuole ch'io l'ascolti
Ed io son qui a ricordar
la tua canzoncina buffa,
il tuo pigiamino celeste
col cagnolino paffuto,
la tua pelle bianco latte
le tue mille lentiggini
i tuoi occhi color nocciola
le tue guanciotte delicate
che prendevo a pizzicotti
potessi chiedere al tempo
anche un solo tramonto
per poterti stringere ancora
e darti la buonanotte
svegliarmi al mattino e fissarti
abbracciata al tuo cuscino...
potessi chiedere al tempo
di raccontarmi una storia,
le cose di te che non ho mai saputo
com'eri da bambina, i tuoi giochi
i tuoi sogni, le tue speranze
Più di mille tramonti son passati
ed io son qui a scriverti...
ad amarti e a coccolarti
come allora e più d'allora ...
