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Blogger: ale1981
"Pace non trovo e non ò da far guerra e temo e spero, et ardo e son un ghiaccio, e volo sopra'l cielo e giaccio in terra, e nulla stringo e tutto'l mondo abbraccio"

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domenica, 13 maggio 2007

Senza confini - Auguri mamma




E CRESCENDO IMPARI ...


E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo )


AUGURI ANGIOLETTO

Andrea


postato da: ale1981 alle ore 14:44 | link | commenti (6)
categorie: poesie, riflessioni, mamma
giovedì, 22 febbraio 2007

Chiediti il perchè di tutto questo...
non troverai risposta ...
Chiediti se è giusto ....
l'amore non saprà risponderti
e arrossirà ... imbarazzato

"Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire"

Cosa sento ... non lo so più cosa sento ...
un gran rumore in testa avvolto dal silenzio
delle mie emozioni, il dolore che mi chiede aiuto ...
la stanchezza che mi pervade,
ma non vincerà ... il mio volere è un altro ...

"Domandarsi perche' quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere se poi e' tanto difficile morire"

Vorrei abbandonarmi a tutto questo
ma non è da me ... ho sempre lottato ...
il mio viaggio non può finire qui
ed io ti troverò ... ovunque tu sia ...
anche nel buio della notte ...

"E stringere le mani per fermare
qualcosa che e' dentro me
ma nella mente tua non c'e'
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi ... emozioni "

Ho la morte dentro il cuore
eppure vado avanti
con i sogni nel cassetto di bambino ...
anch'io li ho nascosti ...
anch'io sono stato bambino...
anche se per poco ...

"Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso ...
tu chiamale se vuoi ... emozioni"

e chiamale se vuoi ...

postato da: ale1981 alle ore 15:59 | link | commenti (2)
categorie: amore, canzoni, genitori, mamma, ricominciare
lunedì, 19 febbraio 2007

TRAMONTI

Potessi chiedere al tempo
più di mille tramonti
per gior con te ancora
andare al mare e vederti...
col tuo berrettino fiorato
con la tua canna in mano
lì sulla panchina paziente
ad aspettar un pesce all'amo
potessi chiedere al tempo
più di mille tramonti
per passeggiare mano nella mano
come ai vecchi tempi, ricordi...
Lucia è lì che piange
la sto sentendo, in silenzio
non vuole ch'io l'ascolti
Ed io son qui a ricordar
la tua canzoncina buffa,
il tuo pigiamino celeste
col cagnolino paffuto,
la tua pelle bianco latte
le tue mille lentiggini
i tuoi occhi color nocciola
le tue guanciotte delicate
che prendevo a pizzicotti
potessi chiedere al tempo
anche un solo tramonto
per poterti stringere ancora
e darti la buonanotte
svegliarmi al mattino e fissarti
abbracciata al tuo cuscino...
potessi chiedere al tempo
di raccontarmi una storia,
le cose di te che non ho mai saputo
com'eri da bambina, i tuoi giochi
i tuoi sogni, le tue speranze
Più di mille tramonti son passati
ed io son qui a scriverti...
ad amarti e a coccolarti
come allora e più d'allora ...

tramonto

postato da: ale1981 alle ore 18:43 | link | commenti (7)
categorie: amore, mie poesie, genitori, mamma
domenica, 18 febbraio 2007

19 FEBBRAIO 2004 - Storie di tutti i giorni

La mia favoletta
Stamattina ho inziato a pensare alla mia vita, a cosa ho passato finora ... chissà perchè poi ...
C'era una volta un bambino spensierato che faceva i dispettucci agli amichetti di scuola, era una peste e le maestre lo sgridavano sempre ... in pagella scrivevano che era un bimbo troppo vispo e vivace ... questo fino a 8 anni ...
poi ricordo l'auto, la nostra vecchia renault5 e c'ero io, mio papà e mia mamma con un paio d'occhiali da sole ... come avranno vissuto quei momenti mi chiedo ... come potevano dire al loro figlioletto di appena 8 anni che presto la sua mamma non ci sarebbe stata più ... non me lo dissero ma lo capii dalle lacrime ... mia mamma era forte e non piangeva mai di fronte a noi ... quel dolore doveva essere più grande di lei per poterlo nascondere ... lo ricordo come fosse ieri ... quel bimbo pensò di rendere felice la sua mamma e di rimboccarsi le maniche ... decise di mettere da parte le gioie di bambino ... un giorno forse le avrei potute vivere ... chissà ... a scuola ero diventato un genietto ... a casa cercavo di fare tutto io ... per quello che un bambino di quell'età potesse fare ... poi iniziarono gli ospedali ... milano, napoli, roma, brindisi ... tutti i più grossi centri specializzati ... ma le risposte erano sempre le stesse ... daltronde di fronte a un carcinoma mammario maligno metastasizzato fulminante che cosa si sarebbe potuto fare ... nulla ... così provarono ad asportare quel maledetto nodulo di ormai 3 centimetri e mezzo ... troppo grosso per essere debellato, soprattutto con i mezzi di una volta ... a mia mamma fu dato un mese di vita ... Eppure, eppure ... c'era qualcosa in lei che non voleva dargliela vinta ... ci amava troppo per negarci il suo affetto ... così come era prevedibile il tumore ribussò alla sua porta ... e stavolta le asportarono tutto il seno ... non aveva più capelli ma non le importava ... io e Lucia la vedevamo trasformarsi ma non ci importava ... avevamo la nostra mamma ... mi ricordo che le venne una crisi perchè non si sentiva più donna ... ma fu passeggera e capì che ormai essere donna o quant'altro non significava più niente... aveva già due figli e un marito e non l'avremmo mai abbandonata ... Iniziarono i cicli di chemioterapia in un ospedaletto di Brindisi poco attrezzato ma che le ha salvato la vita quando tutti l'avevano data per morta ... poi quel male si è ripresentato ... dopo tre anni ... utero asportato ... iniziarono anche cicli di radioterapia ... risultato ... reni quasi atrofizzati ... a distanza di altri anni col sorriso sulle labbra quel male colpì il fegato, la parte esterna ... chemio... chemio ... chemio ... lo sconfisse, non c'era più ... la speranza era diventata sorriso ... sorriso ben presto spento ... quel male si era spostato all'interno del fegato ... e nel frattempo aveva preso anche le ossa ... non la potevamo più toccare ... mi ricordo che una volta mia zia per portarla in bagno le fratturo una costola ... ma vabbè a noi aveva detto che era osteoporosi ... io nel frattempo ero uscito dal liceo con 105/100 col sudore della notte e i giorni trascorsi accanto a lei ... nel frattempo avevo iniziato l'università ... ingegneria aerospaziale ... facevo un esame dietro l'altro con ottimi voti e in tempi strettisimi ... volevo laurearmi in fretta ... sapevo che il tempo non era dalla mia parte ... ma non mi importava ... non ho mai ripetuto un esame ... volevo solo uscire da quell'inferno e il fatto di sapermi a roma mentre lei era giù a brindisi che mi aspettava mi spingeva sempre più ad accelerare i tempi ... così facevo esami difficilissimi e li superavo brillantemente ... ma io non volevo che mi si dicesse bravo ... volevo che qualcuno mi dicesse ... Andrea che succede? Cos'hai?  ... ma nessuno l'ha fatto ... aiutavo tutti eppure avvertivo invidia... invidia di cosa? - pensavo dentro di me ... anch'io avrei voluto una vita normale ma non ne avevo il diritto forse ... ho chiuso i ponti con il mondo ... ho deciso che quella vita faceva schifo e che dovevo andare avanti per quell'obbiettivo ... era il quarto anno... l'osteoporosi, come diceva lei, era diventata tumore al cervello ... iniziarono i deliri, gli uccellini che cinguettavano, le padelle che sbattevano, il nanetto col cappuccio rosso che la voleva portare via ... e mi implorava ... mi diceva e gridava ... "Andrea ...la mamma ... tienimi ... mi vuole con sè ... non voglio" ... e la tenevo per mano su quel letto da cui non si sarebbe più potuta rialzare ... imparai a farle le punture, ad attaccarle le flebo e non so più quante altre cose ho imparato tanto che volevo andare a fare il missionario in africa e chissà se non butto via tutto quello che ho costruito e non ci vado... sempre che mi sia consentito di farlo ... Tra una trasfusione e una flebo studiavo...ho dato tre esami sperando che sarei riuscito a fare anche gli ultimi due ma lei mi ha abbandonato prima ... DOMANI sono tre anni che ormai non c'è più ... che ha smesso di soffrire ... DOMANI sono 26 giorni che Sam mi ha abbandonato per lo stesso identico cazzo di male ... Ho voglia di recuperare ora se mi è consentito farlo ... di vivere i giorni non più da bambino adulto ma da adulto bambino ... chissà se sarà possibile ... se qualcuno me la regalerà sta cazzo di felicità ...
 

NON VI DIMENTICHERO' MAI E VIAGGERETE SEMPRE AL MIO FIANCO ANGIOLETTI MIEI!!! 

La mia storia non può essere scritta in così poche righe come nessun altra ma è una storia di tutti i giorni, banale e scontata ma è la mia storia ...

Oggi sto un pò meglio ma questa settimana farò le analisi ... l'ho promesso a me stesso!!

postato da: ale1981 alle ore 09:27 | link | commenti (10)
categorie: mamma
venerdì, 16 febbraio 2007

Ciao mà,
non ti ho mai scritto lo so e non ti ho mai chiesto aiuto ... oggi voglio farlo ... ho paura ... oggi ti ho visto ... eri lì seduta di fronte a me in metropolitana ... guardavi in alto e parlavi sola ... cercavo di leggere le tue labbra ma non capivo ... mi hai guardato ... mi hai sorriso ... io piangevo ... poi un uomo si è posto fra me e te ... non avevo le forze per alzarmi e raggiungerti ... sai, in questi giorni ho ripreso a sanguinare ... sono spossato ... ho una debolezza che mi faccio schifo da solo e mi trascino da una parte all'altra ... mi sono alzato comunque e son rimasto di fronte a te senza forze a guardarti ... mi gira la testa ... mi sento tutto tremare ... a volte prendo il bicchiere in mano e lo riposo per non far cadere l'acqua ... che mi sta succedendo ... ti prego dimmelo ... è da un pò che sto così ... ho paura ... ho paura che quel nodulo in gola sia diventato qualcos'altro, ho paura che il mio intestino mi stia abbandonando ... ho paura e ora voglio stare solo ... forse parlerò con papà o con Lucia ... ma non te lo prometto ... Scusami Sammy ... il tuo porcellino si sta arrendendo ... Scusami mamma ... il tuo topolino è stremato e non ce la fa più ... 

Sono l'elefante
e non ci passo
mi trascino lento
il peso addosso.
Vivo la vergogna
e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l'elefante
e mi nascondo
ma non c'e' rifugio
così profondo.
Io non so scappare
che pena mostrarmi così
al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù.
Sono l'elefante
che posso fare
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti
ma cado e rimango così
non puoi neanche aiutarmi ti prego vai via.
Una farfalla tu sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla.

postato da: ale1981 alle ore 18:04 | link | commenti (8)
categorie: genitori, lucia, mamma
mercoledì, 22 novembre 2006

Volto di donna

Guardi sbiadita l'immagine,
colori senza vita, ombre senza contorni...
e di lei cosa resta...?
Amor di chi l'ha amata,
Lacrime di memoria
e il sorriso del suo volto...

Guardi sbiadita l'immagine,
e i colori e le ombre ti consolano,
ma di lei cosa resta?
continui ad amarla,
continui a piangere,
e a ridere con lei...

Pensi al futuro,
e la nuda speranza si veste...
ma la realtà le strappa di dosso
le sue faste vestigia...

Pensi al passato,
e i ricordi volano inquieti...
ma nessuno li potrà spezzare...
 nessuno potrà...

E il presente ritorna...
l'assenza di lei,
l'amore strappato
e il tempo che va...

Questa poesia l'ho scritta pensando al mio angelo, a mia madre... il dolore ha fatto parte della sua vita, per 15 lunghi anni ma ha avuto la forza di tenerlo nascosto e di non far soffrire chi le stava accanto...L'amore di una madre per i propri figli è immenso e imprevedibile, non vuole commiserazione e nasconde cose impensabili...un male devastante che non dà tregua. Ricordo ancora le parole del dottore, lui sapeva... sapeva che nel lontano 1989 le era stato dato un mese di vita... ma la sua forza è stata più forte del male... le hanno tolto tutto... asportato parti del corpo... ma la sua dignità, la sua forza il suo coraggio e il suo essere mamma... quelli mai... e vivono ancora in me, in noi e in tutti quelli che hanno amato qualcuno più di loro stessi...

postato da: ale1981 alle ore 14:36 | link | commenti (4)
categorie: amore, mie poesie, genitori, mamma