Chiediti il perchè di tutto questo...
non troverai risposta ...
Chiediti se è giusto ....
l'amore non saprà risponderti
e arrossirà ... imbarazzato
"Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire"
Cosa sento ... non lo so più cosa sento ...
un gran rumore in testa avvolto dal silenzio
delle mie emozioni, il dolore che mi chiede aiuto ...
la stanchezza che mi pervade,
ma non vincerà ... il mio volere è un altro ...
"Domandarsi perche' quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere se poi e' tanto difficile morire"
Vorrei abbandonarmi a tutto questo
ma non è da me ... ho sempre lottato ...
il mio viaggio non può finire qui
ed io ti troverò ... ovunque tu sia ...
anche nel buio della notte ...
"E stringere le mani per fermare
qualcosa che e' dentro me
ma nella mente tua non c'e'
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi ... emozioni "
Ho la morte dentro il cuore
eppure vado avanti
con i sogni nel cassetto di bambino ...
anch'io li ho nascosti ...
anch'io sono stato bambino...
anche se per poco ...
"Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso ...
tu chiamale se vuoi ... emozioni"
e chiamale se vuoi ...
Potessi chiedere al tempo
più di mille tramonti
per gior con te ancora
andare al mare e vederti...
col tuo berrettino fiorato
con la tua canna in mano
lì sulla panchina paziente
ad aspettar un pesce all'amo
potessi chiedere al tempo
più di mille tramonti
per passeggiare mano nella mano
come ai vecchi tempi, ricordi...
Lucia è lì che piange
la sto sentendo, in silenzio
non vuole ch'io l'ascolti
Ed io son qui a ricordar
la tua canzoncina buffa,
il tuo pigiamino celeste
col cagnolino paffuto,
la tua pelle bianco latte
le tue mille lentiggini
i tuoi occhi color nocciola
le tue guanciotte delicate
che prendevo a pizzicotti
potessi chiedere al tempo
anche un solo tramonto
per poterti stringere ancora
e darti la buonanotte
svegliarmi al mattino e fissarti
abbracciata al tuo cuscino...
potessi chiedere al tempo
di raccontarmi una storia,
le cose di te che non ho mai saputo
com'eri da bambina, i tuoi giochi
i tuoi sogni, le tue speranze
Più di mille tramonti son passati
ed io son qui a scriverti...
ad amarti e a coccolarti
come allora e più d'allora ...

Ciao mà,
non ti ho mai scritto lo so e non ti ho mai chiesto aiuto ... oggi voglio farlo ... ho paura ... oggi ti ho visto ... eri lì seduta di fronte a me in metropolitana ... guardavi in alto e parlavi sola ... cercavo di leggere le tue labbra ma non capivo ... mi hai guardato ... mi hai sorriso ... io piangevo ... poi un uomo si è posto fra me e te ... non avevo le forze per alzarmi e raggiungerti ... sai, in questi giorni ho ripreso a sanguinare ... sono spossato ... ho una debolezza che mi faccio schifo da solo e mi trascino da una parte all'altra ... mi sono alzato comunque e son rimasto di fronte a te senza forze a guardarti ... mi gira la testa ... mi sento tutto tremare ... a volte prendo il bicchiere in mano e lo riposo per non far cadere l'acqua ... che mi sta succedendo ... ti prego dimmelo ... è da un pò che sto così ... ho paura ... ho paura che quel nodulo in gola sia diventato qualcos'altro, ho paura che il mio intestino mi stia abbandonando ... ho paura e ora voglio stare solo ... forse parlerò con papà o con Lucia ... ma non te lo prometto ... Scusami Sammy ... il tuo porcellino si sta arrendendo ... Scusami mamma ... il tuo topolino è stremato e non ce la fa più ...
Sono l'elefante
e non ci passo
mi trascino lento
il peso addosso.
Vivo la vergogna
e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l'elefante
e mi nascondo
ma non c'e' rifugio
così profondo.
Io non so scappare
che pena mostrarmi così
al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù.
Sono l'elefante
che posso fare
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti
ma cado e rimango così
non puoi neanche aiutarmi ti prego vai via.
Una farfalla tu sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla.
Sto lentamente riprendendo possesso di me... il fine settimana un pò caotico mi ha proprio scombussolato... mia sorella è tornata a casa già domenica pomeriggio, manco a dirlo quando se ne è andato mio padre... la botta l'ha presa e pure forte, ma sta già reagendo... aveva detto che non voleva scendere per Natale giù da nostro padre e invece ora si è ricreduta... anche perchè gli ultimi due anni il Natale lo abbiamo passato sempre insieme... senza albero e senza presepe, come fosse un giorno qualunque... lo so è triste, ma sia io sia mia sorella quando ritorniamo a casa e vediamo quel letto vuoto, quella mantellina rosa ancora lì, appesa sulla poltrona della camera da letto, quando sentiamo il suo profumo sui vestiti, sul suo pigiamino verde acqua e la sua vestaglia azzurrina, quando vediamo quell'agenda ancora macchiata del suo inchiostro , il suo berrettino marrone là sul comò... pensiamo che TUTTO QUESTO è il nostro presepe, il nostro albero, il nostro Natale... Potrà sembrare stupido farlo, da bambini... ma a me non importa essere bambino se almeno per un istante la posso sentire lì con me... la casa dei nostri ricordi è lontana e quando ci ritorniamo non possiamo non vivere di quei ricordi...
Quest'anno però lo voglio fare l'albero e pure il presepe, come ai vecchi tempi... prima o poi bisognerà ricominciare...è un pò tardino lo so, ma dovessi farlo anche il giorno prima, lo farò... riprenderò lo scatolone con le palline e gli addobbi, quelli di sempre, i fili argentati, la carta pesta e tutti i pupazzetti del presepe... ridarò vita al ricordo ormai sepolto del Natale con le luci colorate sparse in casa... e rivivrò...
Mio padre non ha dimenticato nostra madre, lo so... come può aver dimenticato, era l'unico a sapere della gravità del suo male e a tenersi dentro per quindici anni quel terribile segreto... come può dimenticare l'ultimo periodo, quando lo chiamava per nome e a malapena riusciva a pronunciarlo... 'Anco...'diceva e il suo nome è Gianfranco,e intanto io che ascoltavo quella sua flebile voce mi sentivo stringere e massacrare dalla morsa di quel suono... quando io e lui preparavamo le flebo, in casa, perchè questo era il suo desiderio, morire in casa, dove ha sempre vissuto... quando preparavamo quelle maledette punture ed ero io a colpirla... ero io... perchè sapevo che lei voleva così, perchè sapevo che ero l'unico a non farle male... lo sapevo... quando mi è caduta tra le braccia e abbiamo pensato tutti che si fosse fratturata qualcosa... ma lei non sentiva più il dolore... non lo sentiva più... quando ci portavano quelle sacche di sangue e sempre io e lui... mia sorella non ne aveva il coraggio... preparavamo il tubicino che le infondeva nuova vita e nel contempo la uccideva... si la uccideva perchè quel sangue serviva a non farle perdere le forze, ma il cancro è li che attecchisce... e allora che fare?! La mia bambolina stava lentamente diventando di stoffa... lei che ha sempre avuto tutta quella forza di fare, al mattino, chemioterapia...la più forte...e alla sera era già da noi per non farci capire che dentro stava soffrendo, affrontando quei 600km di distanza che ci separavano... i dottori non ci credevano... e dopo..?! Potevo prendere le sue braccia e lasciarle cadere... tutta quella forza era svanita, non ne aveva più neanche per stringermi la mano... come può dimenticare... quando quel maledetto mattino, la notte avevo dormito al suo fianco, si svegliò solo per salutarci... non poteva e non voleva morire nel sonno... e allora... ha spalancato i suoi begl'occhi quasi a volerci salutare con lo sguardo, cercava di guadagnare l'aria... ma non ci riusciva... per circa un minuto ha provato con tutte le sue forze ... il respiro diventava sempre più sofferente finchè il dolore non l'ha abbandonata ... per sempre... Come posso accettare che lui dimentichi? Non ci credo, non voglio...
... SOLO, ad affrontare il pandemonio! Tutto l'odio e la rabbia di mia sorella li ho visti piombare su di me... accusato di avere fatto entrare in casa l'Innominata. Le urla e il dolore penetravano nella mia pelle... ho sentito freddo, tanto freddo... ero lì, fermo, immobile seduto sul mio letto a fissare un angolino nascosto della stanza quasi a volermici rannicchiare con lo sguardo, indifeso... Non avevo il coraggio di guardarla ma solo di sentire l'amarezza che aleggiava in quella casa... ero distante... anni luce... da lì... Il tempo di sfogarsi e di comunicare tutto il suo odio verso il mondo intero, che per lei è sempre stato il suo unico fratello, che, esce di casa, sbattendo violentemente la porta... Non ha mai avuto un buon rapporto con nostro padre... ed è successo quel che è successo... Non ha dormito in casa questa notte... stamane ho provato a chiamarla, sapevo che era al sicuro dal fidanzato, del resto dove altro sarebbe potuta andare... Non mi ha risposto... il freddo iniziava a ripervadermi quando suona il cellulare...era lei!!! Era calma e pacata, aveva assimilato il colpo ma mi ha comunicato che non avrebbe più voluto vedere nè sentire nostro padre... Non so come andrà a finire... spero solo di riunire tutti i pezzi, come ho sempre fatto...
Guardi sbiadita l'immagine,
colori senza vita, ombre senza contorni...
e di lei cosa resta...?
Amor di chi l'ha amata,
Lacrime di memoria
e il sorriso del suo volto...
Guardi sbiadita l'immagine,
e i colori e le ombre ti consolano,
ma di lei cosa resta?
continui ad amarla,
continui a piangere,
e a ridere con lei...
Pensi al futuro,
e la nuda speranza si veste...
ma la realtà le strappa di dosso
le sue faste vestigia...
Pensi al passato,
e i ricordi volano inquieti...
ma nessuno li potrà spezzare...
nessuno potrà...
E il presente ritorna...
l'assenza di lei,
l'amore strappato
e il tempo che va...
Questa poesia l'ho scritta pensando al mio angelo, a mia madre... il dolore ha fatto parte della sua vita, per 15 lunghi anni ma ha avuto la forza di tenerlo nascosto e di non far soffrire chi le stava accanto...L'amore di una madre per i propri figli è immenso e imprevedibile, non vuole commiserazione e nasconde cose impensabili...un male devastante che non dà tregua. Ricordo ancora le parole del dottore, lui sapeva... sapeva che nel lontano 1989 le era stato dato un mese di vita... ma la sua forza è stata più forte del male... le hanno tolto tutto... asportato parti del corpo... ma la sua dignità, la sua forza il suo coraggio e il suo essere mamma... quelli mai... e vivono ancora in me, in noi e in tutti quelli che hanno amato qualcuno più di loro stessi...