Sono distrutto ... ho dormito e non so come ... ma ora ho tanti pensieri ... confusi ... mi sembra che stia diventando matto ... io, coi miei equilibri, la mia calma ... non riesco più a mantenerla ... è così difficile volere bene a una persona e farsene volere? qual è la risposta ... mi sta prendendo nuovamente in giro? ieri nel pomeriggio credevo qualcosa stesse cambiando, che stesse facendo quel salto ... che stesse scegliendo la vita alla morte ... e invece ... ho rivisto l'inferno ... per quanto ancora lo dovrò vedere, per quanto ancora ... sono scosso ... scioccato da quello che ho visto ... provato ... sentito ... stavolta non mi ha fatto del male fisico ... stavolta sento il distacco ... anche se probabilmente lo rivedrò ... eppure non provo nulla per lui ... o forse si? non credo ... razionalmente so cosa mi spinge a fare certe cose ... dovrò superare anche questo ... farmi del male fino in fondo più di tutto quello che già mi sono fatto ... ma sta passando, sta passando ... ha smesso di bere, quello che vorrei che capisse è che lo ha fatto per lui, non per me ... ma poi c'è altro, l'indicibile ... tutto ciò che custodisco nella mia mente, che neanche il padre sa ... che nessuno sa ... tranne qualche disperata confidenza ... da solo non ce la posso fare ... lo ripeto a me stesso ... me lo dice mia sorella, me lo dice il mio migliore amico ... eppure sento che è buono, che ce la può fare ... e vorrei essergli vicino ... incondizionatamente, non voglio nulla da lui ... ma forse chiedo troppo a me stesso ... aiutare, aiutare ... dovrei aiutare me stesso perchè non posso salvare chi non vuole essere salvato ... non sono nessuno ... nessuno
Quando assecondi la follia e ne resti intrappolato per cercare di salvare quel qualcuno, così diverso da te, a cui inspiegabilmente ti sei legato, ti ritrovi con un bicchiere di vetro rotto in testa e la mano sanguinante ... e purtroppo non è una metafora ... con la promessa di uscire da quella situazione così strana, da quegli equilibri così fragili ... con la promessa che mai più aspetterai sotto casa sapendo che lui è lì, dietro quella porta, ma che la sua fragilità mentale gli impedisce di aprire anche se poco tempo prima ti aveva chiesto una pizzetta ... e poi, e poi mi ritrovo solo ... a pensare che gli voglio bene ... a leggere i suoi messaggi ... a cercare di distinguere la menzogna incontrollata dalla timida verità ... che non lo odio per quello che m'ha fatto ... che vorrei proteggerlo, accarezzarlo ... e fingere ... fingere che la verità stia nei suoi momenti di lucidità ... così belli e intensi ... così che a volte mi sembri un bambino, quando con la testa si poggia sulle mie spalle, o si nasconde sotto le coperte o mette la testa sotto il cuscino ... quasi a vergognarsi d'esistere ... non so che fare ... non so che fare ... Ho paura anche di vederlo ora ...
Vorrei spiegare cosa mi accade ...
cancellare quel sorriso dalle labbra ...
e ridipingerlo ad arte ...
spingere il suono della parola
liddove inizia la sordità di chi ascolta
Ma null'altro posso fare
chè nascondere questo lamento
in parole scritte e mai udite ...
null'altro posso fare
chè confondere la mente
frantumando il pensiero ...
null'altro posso fare
chè tacere ... tacere ...
e ascoltare ...
eccomi qui ... a pensare e a rifugiarmi dopo tanto tempo in queste parole ... sempre più rade e scarne ... sempre più aride ... povere ... misere. Vestito di stracci, cammino su ciottoli aguzzi su un sentiero di pioggia riscaldato dai tuoni ... e sento ... sento affondare i piedi sulla terra, ancorati alle mie certezze ... il passo è pesante ... il fango macchia la pelle ... e in pozze d'acqua vedo il mio volto segnato e punto da mille zampilli ... ma ancora mi riconosco ... sono ancora io ... non del tutto trasformato ... non cambio identità così facilmente ... Cosa dico, cosa penso ... il flusso dei miei pensieri nello scrivere è così distorto ma infondo è tutto così lineare e così facile da capire ... basta solo scavare un pò dentro queste misere, povere e aride frasi ...
Non cambierò mai ... è dura quando ti fermi a riflettere ...
quando ti metti seduto su una scrivania e ascolti la musica che ti commuove ...
quando pensi che sei tu a non andare e ti butti giù ...
è dura ma so che passerà ... che ritornerà il sorriso, come sempre ...
che il lavoro mi farà stare meglio ... ma ora sto così ... e mi sfogo un pò ...
Bellissima, davvero bella Istanbul ... ho camminato come un pazzo per le vie piene dei colori di tappeti, arazzi, narghilè, ceramiche... piene di gente dal volto segnato, quasi arrabbiato ... piene di turisti, pescatori, venditori ambulanti di ciambelle al sesamo e brioches ... e poi, come dimenticare la magia della Moschea blu illuminata di notte con i gabbiani in alto quasi a sfiorare il tetto del cielo ... davvero affascinante, le parole non bastano ... non vedo l'ora di fare un altro bel viaggetto 
Tra qualche giorno si parte ... destinazione Istanbul ... ormai è più di un anno che non vado fuori ... mi riprometto a breve anche di andare a Tunisi e S.Pietroburgo ... ma vorrei andare anche a Praga e Budapest ... insomma ... mi sa che l'anno prossimo vedrò un bel pò di posti ... mica se pò fa sempre sta vitaccia 
Esattamente un anno fa nasceva questo blog, e pensare che non sapevo neanche cosa fosse ... quante cose sono accadute, belle e brutte ... anche se ho preferito sfogarmi lasciando il più delle volte le cose belle alla vita reale ... "L'ALTRO ME" mi ha accompagnato a partire dalla presa di coscienza della mia omosessualità ... ha fatto sì che potessi conoscere e virtualmente e realmente persone con cui poter scambiare e condividere qualcosa ... persone che nella vita reale avrei potuto vedere ad un bar, ad un centro commerciale o chissà dove ... senza mai incrociare il loro sguardo ...
Un saluto a tutti e buona giornata :-)
Andrea